La società nasce il 04 febbraio 2000 per iniziativa e soprattutto per l’intuizione del Geom. Stefano Varia titolare della società Varia Costruzioni Srl. L’obiettivo principale della società è quello di far fronte alle reali necessità della zona di sopperire alla mancanza di un sito ricettore dei rifiuti derivanti dalle attività di costruzione e demolizione.

In generale, la problematica inerente lo smaltimento dei materiali derivanti da attività edilizia merita attenzione non tanto per il livello di pericolosità del rifiuto (trattasi di rifiuto classificato non pericoloso) quanto per l’enorme quantità che se ne produce in Italia e quindi anche nel nostro territorio.

La tecnologia R.O.S.E. adottata dalla V.V.A. consente di convertire, mediante l’attuazione di un dedicato procedimento di trattamento, i rifiuti speciali non pericolosi di origine edilizia in aggregati alternativi ai tradizionali materiali di cava reimpiegabili per la costruzione di opere di ingegneria civile in genere (riempimenti, rilevati, sottofondazioni ecc.).

La VVA è in possesso dell’Autorizzazione Provinciale N° 524 del 28/01/2010 in regime di procedura ordinaria Art. 208 per il conferimento di rifiuti speciali non pericolosi. A tale autorizzazione originaria sono state apportate modifiche attraverso varie Determine Dirigenziali, si riportano di seguito le più significative : D.D. n. 5058 del 25/10/12: sostanziali modifiche alla 524 dove si autorizzano al trattamento i codici cer 17.05.04 e 17.05.06 per la produzione di M.P.S oltre alla definizione di macrotipologie; D.D. N. 422 DEL 17/02/16: variazioni riguardanti la possibilità di miscelare rifiuti e lavorarli per la produzione di M.P.S.; D.D. N. 10995 DEL 27/10/16: variazioni riguardanti la rimodulazione dei quantitativi movimentati annui fermo restando il quantitativo globale autorizzato.

La VVA è inoltre in possesso della Determina Provinciale N° 45 del 27/06/2007 per il conferimento di rifiuti urbani non differenziati (limitatamente a quelli derivanti dalla pulizia degli arenili ovvero “lavarone”).

La VVA inoltre ha ottenuto la Certificazione Ambientale ISO 14001:2004 il 19/07/2007; tutto questo a dimostrazione che la nostra società è impegnata nel rispetto dell’ambiente, non solo riguardo alle problematiche prima espresse per il recupero dei rifiuti (principalmente edili), ma anche per tutto quello che viene prodotto e generato al suo interno per la produzione di Materie Prime Seconde.

I prodotti M.P.S. ottenuti dalla lavorazione con l’impianto a tecnologia R.O.S.E. sono prodotti certificati CE secondo la norma UNI EN 13242 per “Aggregati per materiali non legati e legati con leganti idraulici per l’impiego in opere di ingegneria civile e nella costruzione di strade”. Dalla certificazione con il Sistema CE 4, per inerti impiegati in uso a basso rischio di sicurezza, la nostra Società ha successivamente ottenuto il Sistema CE 2+ per inerti impiegati in uso ad alto rischio di sicurezza.

Le M.P.S. prodotte dal nostro impianto sono conformi a quanto richiesto dal “Capitolato speciale d’appalto tipo a carattere prestazionale per l’utilizzo di materiali inerti riciclati da costruzione e demolizione” della Regione Toscana (Delibera G.R. 15 maggio 2006 N° 337); la Regione Toscana suggerisce a tutte le Amministrazioni Pubbliche e a tutti i soggetti privati l’utilizzo di almeno il 30% di materiali riciclati nelle opere di ingegneria civile industriale.

A rafforzare ancor più quanto sopra, è appena entrata in vigore (2 febbraio 2016) la legge n° 221/2015 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, nota anche come Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità del 2014. Col suddetto Collegato Ambientale, diventa sempre più concreta l’integrazione delle esigenze ambientali negli appalti pubblici grazie all’obbligatorietà degli acquisti sostenibili nella Pubblica Amministrazione ovvero il Green Public Procurement (GPP).

Il GPP previsto dalla Commissione Europea con la comunicazione 2003/302 come strumento per orientare le scelte delle pubbliche amministrazioni verso beni e servizi in linea con una politica sostenibile sempre più rispettosa dell’ambiente, favorisce la riduzione della produzione di rifiuti. In particolare è l’art. 18 del Collegato Ambientale che obbliga, a partire dal 2 febbraio 2016, le amministrazioni pubbliche a inserire i criteri ambientali minimi nella documentazione delle gare per l’acquisto di beni, ossia obbliga all’utilizzo seppur parziale di materiali riciclati.